Le mura

Sicuramente le costruzione più impressionanti della città all’epoca dei cavalieri furono le fortificazioni con le imponenti mura che circodavano la città. Costruite sulle preesistenze bizantine secondo il modello delle fortificazioni teodosiane di Costantinopoli, vittoriose in infiniti assedi, erano mantenute sempre aggiornate per difenderla dalle numerosi aggressioni nemiche. Nel penultimo assedio (1480), il valore degli assedianti e le formidabili mura respinsero il soverchiante esercito di Mehmet II, conquistatore di Costantinopoli(1453). Ma le fortificazioni, così come il resto dell’isola, erano gravemente danneggiate, e un nuovo assedio sarebbe stato chiaramente insostenibile. Nonostante ciò le grandi risorse degli Ospitalieri si mobilitarono, ricostruendo in breve tempo una linea difensiva solidissima, pur rispecchiando l’antico tracciato e adattando il più possibile le vecchie mura.

L’ingegnere militare vicentino Basilio della Scola venne chiamato a Rodi dal Gran Maestro per collaborare col Capo Ingegnere dei Cavalieri, Maestro Zuenio, e applicare le tecniche più evolute al vecchio tracciato. Il Baluardo d’Italia, duramente contestato e semidistrutto, fu completamente ricostruito (e ribattezzato, dal nome del Gran Maestro, Baluardo del Carretto) secondo i dettami Martiniani, con una grandiosa rondella per il fuoco di rovescio, e una cortina angolata; all’altra estremità delle mura fu costruito un bastione pentagonale (San Giorgio) a copertura della Porta d’Auvergne. Solo per i rimborsi ai proprietari delle abitazioni demolite i Cavalieri erogarono 4104 fiorini.

Allo stato odierno le mura sono una combinazione di settori delle mura bizantine e di aggiunte e riparazioni eseguite dai cavalieri. Sulle mura sono rintracciabili non solo le tendenze estetiche ed architettoniche di quei secoli, ma anche i cambiamenti graduali delle tattiche di guerra. All’uso della polvere da sparo e dei cannoni è corrisposto un cambiamento nella forma delle torri, nell’abbassamento delle mura stesse e nella crescita invece dello spessore delle medesime, un fenomeno che compare con certe similitudini anche nell’antichità, quando negli anni ellenistici cambia la tattica degli assedi. Il recinto, dopo le ultime riparazioni dei Cavalieri, appare oggi costituito dalle mura principali verticali, oppure con inclinazione la cui struttura comincia dal fondo della diga che le avvolgeva. In cima alle mura vi è una stretta via protetta dai baluardi del lato esterno. Molti settori delle mura erano protetti da un bastione esterno e più basso, rinforzato ugualmente con baluardi e piccole torri e una via stretta in cima per i combattenti. Infine l’utima opera di difesa era la diga che avvolgeva le mura, di larghezza che variava; il lato esterno della diga era formato da un muro di sostegno inclinato,per il rinforzo del terreno ma anche per tenere pulito il fondo della diga che, ad eccezione della regola, non aveva acqua a causa della quota più bassa del mare.

Ciascun gruppo di Cavalieri connazionali era assegnato ad un diverso settore delle mura, con l’impegno di custodirle e di difenderle durante gli assedi. La Lingua della Francia, cioé i Cavalieri francesi, difendevano il tratto delle mura che cominciava dalla torre quadrata di Naillac (accanto alla porta di San Paolo), all’estremità del molo che chiude l’ingresso al porto da ovest, e finiva alla porta del d’Amboise, di fronte al palazzo del Gran Maestro. Dalla torre di San Giorgio fino alla torre di Spagna, le mura erano assegnate alla Lingua d’Overna. La torre di San Giorgio è stata costruita nel 1421-31 ma ha subito diverse aggiunte e riparazioni dai Gran Maestri d’Aubusson e Villiers de l’Isle Adam.

Dalla torre rotonda di Spagna, costruita il 1489, fino alla torre della Madonna, la difesa era assegnata alla Lingua di Spagna. Questo settore delle mura, sebbene rinforzato col secondo recinto esterno, non ha potuto resistere all’assedio del 1522 e i Turchi sono entrati da questa parte. Dalla rotonda torre della Madonna, aveva inizio il settore assegnato alla Lingua dell’Inghilterra che arrivava fino alla Porta di San Giovanni (Porta Koskinù). Qui il recinto era particolarmente rinforzato, con quattro torri rettangolari, con un forte bastione esterno e con doppia diga su ambedue i lati del recinto esterno. Vicino alla torre della Madonna, costruita nel 1441, era situata la Porta di Sant’Athanasio. Dalla Porta di San Giovanni fino alla porta rotonda dell’Italia o del Caretto la difesa era assegnata alla Lingua della Provenza. La Porta del Caretto era ben costruita e rinforzata con feritoie e diga. Tra la porta e la torre le mura cambiavano spesso direzione ed erano rinforzate con tre torri di diversa forma.

Dalla Porta di Santa Caterina fino alla torre di Naillac il settore apparteneva alla Lingua di Castiglia; questo settore conteneva il bastione del porto e il lato orientale delle mura del Castello ed era rinforzato con una torre lunga decorata con i blasoni dei Gran Maestri Naillac e Orsini. Di fronte al porto sorgeva la Porta Marina o Porta del Porto, ben nota per la sua grandiosità. La porta era decorata in alto con un baldacchino gotico che conteneva il rilievo della Madonna con San Giovanni e San Pietro e gli scudi dell’Ordine dei Cavalieri, i gigli di Francia e lo scudo del Gran Maestro d’Aubusson. Ma gli elementi che esaltavano la bellezza singolare della porta erano le due torri altissime semicircolari ai due lati, incoronate da mensole in muratura e da baluardi. Dopo la Porta del Porto le mura si univano al recinto orientale del Castello. Questo settore era interrotto da due torri quadrate e, più in là, porta il rilievo immurato con gli scudi dell’Ordine dei Cavalieri e del d’Aubusson ed un baldacchino ancora con lo scudo del d’Aubusson e la data del 1494; oltre questi elementi, sorgevano altre due torri, distrutte nel 1910 dai Turchi che difendevano la porta dell’Arsenale dei Cavalieri.

Secondo la tradizione le torri occupavano il posto dei due piedistalli sui quali poggiavano i piedi del famoso Colosso di Rodi. La città di Rodi disponeva di due ottimi porti di cui quello settentrionale, detto Mandràki, era il porto bellico dell’antichità e del medioevo, protetto dalla fortezza di San Nicola la cui torre forte è stata costruita nel 1464-1467 dal gran Magistro Zacosta con retribuzione del duca della Borgogna. Il porto commerciale, l’Emporio, è protetto dal muro del mare; il suo spigolo nordovest è protetto da un molo recintato che arriva alla torre di Naillac, mentre quello sudest è riparato dal molo dei Mulini, alla cui estremità nel mare sorgeva una torre rotonda, costruita con retribuzione del re di Francia. L’apertura del porto veniva chiusa con una grossa catena le cui estremità partivano rispettivamente dalla torre di de Naillac e dalla torre rotonda del molo dei Mulini.

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