L'Ospedale dei Cavalieri

Nonostante il carattere e la missione dell’Ordine cavalleresco giovannita fossero cambiati all’epoca in cui questo era stato fondato in Palestina, tuttavia non cesso mai di ritenere l’assistenza agli ammalati e ai poveri come una delle sue missioni principali. Pertanto l’Ospedale era per l’Ordine uno degli edifici più importanti.

Visto dall’esterno l’Ospedale dei Cavalieri appare tutto chiuso e massiccio, pur ingentilito nei portali e nell’edicola centrale da motivi gotici ricercati. Quest’architettura, che sa di convento e di caserma presenta uno straordinario rilievo di chiaroscuro. Le basse arcate a crociera del piano terreno e il loggiato profondo del piano superiore cingono d’ombra la chiarità del cortile che risulta così disegnato in linee ferme per una perfetta armonia, pari a quelle delle più celebri corti di castelli di conventi del medioevo.

La sala dell’infermeria, grande come una cattedrale, col soffitto di antiche travi di cipresso sorretto da colonne ed archi viene illuminata fiocamente dall’alto. Una piccola cappella gotica conteneva in antico l’altare per la messa degli ammalati. Al lato minuscole celle senza luce servivano forse per nascondere gli abiti.

Nel Primo Ospedale i Cavalieri probabilmente, come accadeva in tutta l’Europa, si prendevano cura degli ammalati e di coloro che soffrivano ingiustamente, ma ospitavano anche i pellegrini della Terra Santa che passavano per Rodi. Nell’Ospedale Nuovo non accoglievano i pellegrini ma si prendevano cura principalmente degli ammalati, ospitavano bambini orfani e un servizio speciale aiutava i poveri.

Gli studiosi del grande Ospedale Nuovo pensano che, quanto a concezione architettonica, debba molto ai monasteri e agli ostelli bizantini che hanno uno schema analogo a quello dell’Ospedale: attorno ad un cortile rettangolare ci sono stanze adibite ad usi vari, le dispense, i magazzini, le scuderie, ecc. Un elemento caratteristico di questi edifici e il portico coperto a due piani che circonda tutti e quattro i lati del cortile. La grande sala allungata degli ammalati, tuttavia, e un tipico esempio delle sale d’ospedale europee (hotels-Dieu).

L’Ospedale nuovo fu completato in 49 anni a causa delle numerose e frequenti interruzioni durante la sua costruzione. Il balivo o pillerius della lingua di Francia, che assumeva obbligatoriamente la carica di Gran Ospedaliere, aveva autorità su tutti i servizi di cui l’Ospedale disponeva. Era lui che sceglieva l’Infermiere, che era di solito un membro della lingua di Francia, e lo presentava al Gran Maestro e al suo Consiglio. L’Infermiere, il cui servizio durava due anni, rinnovabili, era obbligato a far visita giorno e notte agli ammalati. Tutte le sue azioni erano controllate da due consiglieri.

Gli ammalati erano curati da medici, sempre sotto il controllo dell’Infermiere e di otto fratelli, rappresentanti delle otto lingue. L’Ospedale aveva anche chirurghi. La farmacia disponeva di un farmacista. Gli ammalati, appena entravano nell’Ospedale, erano obbligati a confessarsi, a comunicarsi e a far testamento davanti al cappellano e ad uno scrivano. Non potevano trasgredire in nessun caso gli ordini dei medici, ne cambiare la dieta loro prescritta. Inoltre erano obbligati a mantenere il silenzio, a non giocare a carte e a dadi e non leggere libri non attinenti alla religione cristiana. Ognuno aveva il suo letto, circondato da una tenda, e il cibo veniva servito su un piatto d’argento.

L’Ospedale oggi è usato come sede del Museo Archeologico di Rodi.

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