Il periodo cavalleresco

La storia dei Cavalieri di Rodi, meglio conosciuti come Cavalieri Di San Giovanni dal nome dal loro patrono S. Giovanni Prodromo (Πρόδρομος), pare iniziare nel XII secolo con la comparsa a Gerusalemme della figura enigmatica di Pierre Gérard o Gérard Tenque. La sua personalità è avvolta nella leggenda. Non conosciamo nè la sua patria, nè la sua casata, nè la sua istruzione. Tutti i dati storici finora noti avvallano la probabilità che questo Gérard abbia fondato l’Ordine dei Cavalieri. La foresteria degli Amalfitani non è altro che una fondazione precorritrice. Al tempo di Gérard è molto probabile che i Cavalieri fossero solo infermieri (hospitalieri) e non avessero ancora alcuna caratterizzazione e organizzazione militare.

Nel 1120-1 Raymond du Puys succede a Gérad, che nel frattempo era deceduto, e prende per la prima volta il titolo di Maestro (magister). L’ordine viene allora organizzato militarmente, secondo i principi feudali dell’Europa occidentale, senza però rinunciare, almeno apparentemente, al suo ruolo filantropico originario. Grazie a donazioni acquista un enorme patrimonio fondiario, addirittura intere province in Occidente e in oriente.

In tutta la seconda metà del 13º secolo e nei primi cinque anni del 14º il potere passa alle mani di feudatari genovesi, che governano l’isola riconoscendo, apparentemente, la sovranità bizantina. Uno di questi, Vignolo de’ Vignoli, venderà Rodi, agli inizi del 14º secolo, all’ordine dei Cavalieri di San Giovanni di Gerusalemme. La composizione multinazionale dell’ordine cavalleresco porta l’isola alcontatto con l’Europa occidentale sia soto il profilo economico e politico ma anche culturale. Ancora una volta,il porto di Rodi vista la sua posizione strategica, diventa centro di commercio di prodotti dall’oriente e dall’occidente. Lo sviluppo economico che ne consegue porta ad una ricca stratificazione sociale avente come verticile classi dei nobili e dei ricchi borghesi. L’elemento Greco, dopo la metà del 15º secolo, si distingue particolarmente nel campo economico.Si forma così un numeroso gruppo di eruditi greci ed occidentali che coltivano le lettere e le arti studiando classici greci e latini.

Nei 213 anni di dominazione dei Cavalieri il porto diventò una delle porte dell’Europa occidentale verso l’Oriente, non solo per i beni materiali ma anche per le idee. La composizione internazionale dell’Ordine cavalleresco ha quale conseguenza il ripercuotersi a Rodi, da ogni punto dell’Europa, almeno dell’eco delle nuove idee sulla società, la filosofia e l’arte. I Cavalieri rinnovarono e ingrandirono la città che alla fine del XV secolo era ritenuta tra le più belle e potenti del Mediterraneo orientale. Il Palazzo dei Gran Maestri, fortezza costruita sul punto più alto della città, era sede del potere centrale di un singolare Stato, i cui possedimenti si estendevano dalla penisola iberica fino ai paesi scandinavi, e dall’Inghilterra fino a Cipro. Prima della dominazione dei Cavalieri, il luogo servi come ultimo rifugio ai difensori, prima come acropoli di Rodi bizantina e poi probabilmente come sede e dimora del governatore bizantino dell’isola.